My 2 cents

Elucubrazioni sulla vita, l'universo e tutto quanto.

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Un computer con le scarpe da tennis. Sostenitore del software libero, della nonviolenza e della musica world. Convinto che "chi porta la verità fa aumentare il dubbio".

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martedì, 16 gennaio 2007

Addieu!

NB: Da oggi questo blog non esiste più. Cercatemi su www.ufic.it

Anno nuovo, sito/blog nuovo, anche se in realtà è un ritorno all'antico: torno ad un unico blog (mischiando i post informatici con quelli su altro), torno a mettere tutto nel mio sito ufficiale, dove posso configurare ogni cosa e tenere tutto sotto controllo.
Perché?

  • Perché l'anno su Splinder era solo un modo per provare la tanto decantata blogosfera. E la mia personale conclusione è che i social network sono belli solo se non hai altro a cui dedicarti.
  • Perché è uscita finalmente la versione 5 di Drupal e volevo provarla :).
  • Perché, nonostante si basi su Drupal, non mi piace come Splinder gestisce l'accessibilità (finestre che si aprono immotivatamente; editor WYSIWYG che crea un sorgente HTML che poi mi trovavo costretto a correggere a mano).
  • Perché non ho per niente il tempo di dedicarmi a due blog: uno basta e avanza :).
  • Varie ed eventuali :).

Adesso il nuovo sito è ancora in divenire: in particolare, la grafica non è ancora impostata (oddio, c'è il layout di default!). Ma se aspettavo che tutto fosse perfetto non avrei mai fatto questo passo :).

Addieu! :).

postato da: ufeec alle ore 16:51 | link | commenti (5)
categorie: elucubrazioni
giovedì, 21 dicembre 2006

Appunti nonviolenti

Da domani sarò lontano da Internet.
Lascio a tutti/e un regalo di Natale: ho rimesso online gli Appunti per una formazione alla nonviolenza, libro gratuito di articoli di Maria G. Di Rienzo. Potete scaricarli:
Ci si vede nel 2007...
postato da: ufeec alle ore 15:02 | link | commenti (1)
categorie: recensioni
venerdì, 15 dicembre 2006

Negro di merda

"Dobbiamo essere tutti fratelli e far sì che sia l'amore a guidare i nostri cuori".
Poche, pochissime persone al mondo hanno il dono di dire frasi del genere e non apparire ridicole, patetiche, stucchevoli.

Io non sono tra queste persone, quindi sono costretto a nascondere queste frasi dietro giri di parole, sotto un tappeto di metafore.
Però ho avuto la fortuna di conoscere alcune persone che questo dono ce l'hanno.
Non so molto di loro, le conosco molto poco, e non è forse neanche importante.

Una di queste è Malik, con il suo bongo e il suo squisito the verde, entrambi aggratis.

Forse non è un dono, è qualcosa che ci si guadagna imboccando le strade giuste quando all'improvviso ti cade davanti un bivio.
Ad esempio quando qualcuno tenta di sprangarti gridandoti Negro di merda.

Un filmato forse renderà le mie parole meno campate in aria.
Se qualcuno lo guarderà, inizi a domandarsi perché in giro ci sono sempre meno Malik e sempre più gente incazzata.
Chiediamocelo...
postato da: ufeec alle ore 00:10 | link | commenti
categorie: elucubrazioni
giovedì, 14 dicembre 2006

A una moneta

Fredda e tempestosa la notte in cui salpai da Montevideo.
Doppiando il Cerro,
gettai dal ponte più alto
una moneta che luccicò e annegò nelle acque fangose
e che millenni dopo brillò nello stupore eterno
di un postero al museo.

E io stolto sto qui a scrivere.
postato da: ufeec alle ore 09:18 | link | commenti
categorie: elucubrazioni, bullshits
lunedì, 11 dicembre 2006

Anche noi, così piccole, così niente

Le casse pompano un pezzo elettronico molto ballabile.
Sul palco ci sono i Fiamma Fumana, moderna band elettrofolk.
Sullo sfondo c'è Monte Sole, moderno Golgota, dove il Bello regna.
Le sedie sono occupate da giovani - da me - che preferiscono gustarsi la musica invece di sudare.
La pista da ballo è occupata invece da una ventina di ragazze, che, in barba alla loro età media (sugli 80 anni) e alle loro ossa, si dimenano a tempo.
Questa è la prima immagine che ho delle mondine di Novi di Modena.
Con gli anni ho imparato le loro canzoni, la loro storia, ho imparato ad amarle.

Sono diventato un loro fan prima, il gestore del loro sito dopo.

Ora qualcos'altro bolle in pentola. A tempo debito ne parlerò.
Per ora godetevi un video:
postato da: ufeec alle ore 13:12 | link | commenti
categorie: recensioni, elucubrazioni
domenica, 03 dicembre 2006

Politica VS matematica

Io non so se la tesi di brogli elettorali avvenuti nelle scorse elezioni, tesi supportata dal DVD Uccidete la democrazia uscito con la rivista Diario, sia vera o falsa.
Però qualche dubbio ce l'ho...

Qui di seguito sono mostrati i risultati elettorali, per Senato e per Camera, in ordine di arrivo, via via che i seggi venivano scrutinati.
Date un'occhiata (Fonte dei grafici: Indymedia)...
Grafico dei risultati elettorali del Senato in ordine di arrivo, dove si vede che la linea dell'Ulivo scende sempre e quella della Casa delle Libertà sale sempre

Grafico dei risultati elettorali della Camera in ordine di arrivo, dove si vede che la linea dell'Ulivo scende sempre e quella della Casa delle Libertà sale sempre

In entrambi i casi, le funzioni che indicano i dati dell'Unione nel tempo sono monotone decrescenti, mentre quelle della Casa delle Libertà sono monotone crescenti.
Questo vuol dire che sono stati conteggiati inizialmente tutti i seggi elettorali più a sinistra e poi via via quelle più a destra, con il numero di seggi di destra sempre più numerosi.

La probabilità che una cosa del genere accada (la comparazione non è mia) è pari a quella di far cadere a terra una penna a sfera e farla rimanere in bilico sulla sfera.
In altre parole: praticamente impossibile.

Cari matematici di tutta Italia, sbrigatevi a cambiare Paese: per voi qui non c'è più posto...
postato da: ufeec alle ore 22:59 | link | commenti
categorie: elucubrazioni, appelli e iniziative
mercoledì, 22 novembre 2006

Che pacifista sei?

Breve tassonomia dei partecipanti a una manifestazione pacifista.
Se ne hai mai preso parte, mettiti il cuore in pace: fai parte almeno di una di queste categorie.
E non considerare la probabile provenienza come oro colato: magari non fai parte di quell'organizzazione ma sei proprio tu.


Il/la professionista.
Probabile provenienza: Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista.
Il motivo della manifestazione è ininfluente, purché nel periodo in cui si svolge sia utile al proprio partito. L'unico vero motivo della sua presenza alla manifestazione è rendere visibile il brand, ovvero la propria faccia e il logo del proprio partito.
Solitamente sta zitto e cammina per tutto l'evento; al limite fa un comizio sul palco allestito a fine manifestazione.
Se strettamente necessario, canta Bella ciao (perché un politico sa anche stare tra la gente). Se di Rifondazione, arriva a cantare anche Contessa.
Quelli che un tempo ci credevano veramente conoscono a memoria anche Addio Lugano bella, ma non si sognerebbero mai di cantarla ad una manifestazione.

L'ex sessatottino/a.
Probabile provenienza: Arci, Emergency, Libera.
Manifesta per dimostrare a sé stesso/a che non è mica come i suoi amici che sono entrati in banca. Raramente grida degli slogan; quasi sempre cammina stando zitto/a perché comunque ha una certa età e deve pur darsi un contengo. Probabilmente è l'unica persona del suo gruppo che sa che Stalingrado è degli Stormy Six e non della Banda Bassotti, ma, mentre gli altri la cantano, lui/lei sta lì a chiedersi se unirsi al coro sarebbe giusto/etico/non patetico.

Il pappagallo.
Probabile provenienza: qualunque (dipende dal loro scopo specifico).
Il suo unico scopo è quella biondina lì sulla destra.
Perché, va bene la pace e l'uguaglianza, però guarda che tette che c'ha.
Il pappagallo più stolto ha con sé una chitarra e a casa ha passato un mese ha imparare tutte le canzoni più famose di De André e di Guccini, credendo che questo gli servirà per fare colpo.
Il più intelligente, invece, approfitta dell'atmosfera creata dal chitarrista per intortarsi sul serio la biondina.

L'antiantagonista.
Probabile provenienza: associazioni che si occupano di settori molto specifici (sicuramente non da un partito).
Sebbene sia estremamente diverso da loro, insieme al professionista e al pappagallo, è l'unico a essere coscientemente ipocrita.
Va alle manifestazioni per studiare il genere umano, anche se poi di fatto è lui ad aver organizzato il pullman.
Una volta dentro la manifestazione, ciò che più gli importa è distinguersi: se gli altri gridano, lui sta zitto; se gli altri stanno zitti, lui fa cazzate per farsi notare; se gli altri cantano Bella ciao, lui canta la versione delle mondine.

Il/la pedante.
Probabile provenienza: Rete Lilliput, Attac, Pax Christi.
Ci crede davvero ma ha problemi comunicativi.
Non grida, non canta (al massimo Imagine).
Ha sempre con sé una bandiera della pace e un cartello con scritte fitte fitte cose che capisce solo lui/lei.
Robe tipo "Lotta nonviolenta ispirata al Satyagraha gandhiano affinché il PIL non sia considerata l'unico parametro di valutazione del benessere nella prossima Finanziaria, che comunque su alcuni punti è condivisa da noi della società civile, soprattutto gli emendamenti del 15 novembre".

Il/la figlio/a della lupetta.
Probabile provenienza: gruppi scout, Partito Umanista, Donne in nero.
Presi in massa, vestono tutti uguali, cantano tutti/e le stesse cose, hanno sempre un sorriso a trentadue denti (tranne le Donne in Nero, che non ridono mai). A volte fanno coreografie tutti/e insieme. Alcuni/e ci credono davvero.
Sono terrificanti.

L'organizzatissimo.
Probabile provenienza: CGIL, Emergency.
Pur essendo meno terrificante di un figlio della lupetta, veste in modo estremamente simile agli altri della sua organizzazione, soprattutto in materia di visibilità del brand.
Spesso la sua organizzazione ha un servizio d'ordine e dei turni scritti su chi deve reggere il cartello, quando e per quanto tempo.
Se fa casino è perché è presente un gruppo musicale, deciso a maggioranza nella precedente riunione plenaria.
E' simpatico quanto il tuo rappresentante di classe che nelle occupazioni scolastiche citava Hegel.

L'esibizionista.
Probabile provenienza: qualunque organizzazione di Napoli, Toscana (in particolare gli ultra del Livorno) o Salerno, oppure è un Hare Krishna.
Non si muove mai senza djambe, chitarra, tamburi e mucche con campanacci.
Alla fine della fiera, non si ricorderà più i motivi della manifestazione, ma sarà l'unico che si sarà divertito davvero.

L'infiltrato/a.
Probabile provenienza: Centri Sociali Occupati e Autogestiti, comitati di base di Rifondazione Comunista, Polizia dello Stato, Alleanza Nazionale, ultra del Lecce.
Lo si riconosce dalla divisa: kefia, eskimo, piercing alla lingua, cartello con la K al posto della C.
La manifestazione per lui serve solo a sfogare la propria rabbia esistenziale, perché, cioé, cazzo, lotta armata per la pace, perché siamo contro la fottuta pena di morte e per 1, 10, 100 Nassyria.
Pur facendo parte di una sparuta minoranza, quando tutto sarà finito, sarà l'unica tipologia di persone di cui parleranno i giornalisti.

La figa di legno.
Probabile provenienza: Donne in nero, Arci, CGIL, Rifondazione Comunista.
Odia il mondo perché nella vita avrebbe voluto essere la biondina lì sulla destra. Non lo ammetterà mai, neanche a sé stessa.
La si riconosce perché quest'odio le ha reso i lineamenti del viso morbidi quanto una Fiat Duna.
Non grida mai slogan violenti (spesso fa anche parte del gruppo delle Pedanti), ma se provi ad aprire con lei un contraddittorio, non riesci a distinguerla da un attivista del Ku Kux Klan.

Non so/non risponde.
Probabile provenienza: Amnesty international, Medici senza frontiere, Gruppi operai e studenteschi marxisti leninisti.
La sua caratteristica nelle manifestazioni è non esistere.
Spesso è una degenerazione del Pedante: ritiene che per comunicare le proprie idee sia più funzionale scrivere un trattato giuridico e/o filosofico.

Il/la privo/a di umorismo.
Colui/colei che leggendo questo scritto lo avrà preso sul serio e si sarà indignato/a.

L'onnisciente.
Chi scrive cose come queste.
In assoluto è la tipologia di persone più antipatica.
postato da: ufeec alle ore 15:31 | link | commenti (7)
categorie: elucubrazioni, bullshits
mercoledì, 15 novembre 2006

Il biciclettaio zen

Piazza Santo Stefano è invasa dal sole.
Sul suo primaverile prato roccioso sciamano ruote e gambe, solitamente ciascuna a coppie di due.
C'è la razza del turista, appena arrivato alla settima chiesa, altare di un maestoso silenzio. C'è lo studente in cerca di una ragazza e di un passato da raccontare. Ci sono gli avvoltoi con il loro bloc notes, in attesa che imputridisca una qualche affermazione di Romano Prodi, lasciata sul ciglio di casa sua. C'è il laureato in fisica di nazionalità sbagliata, che vende complimenti e accendini.

Di colpo la telecamera di un regista curioso si volta verso un ritaglio di prato, illuminato eppure poco visibile.
Qui c'è una bicicletta capovolta e qualcuno che ci sta ciappettando. È lì almeno da un'ora.
Dà una stretta a un dado, fa girare una ruota, studia la situazione, sostenendosi il mento con una mano, come un pittore davanti a un capolavoro non ancora compiuto.
La bicicletta ha i suoi buoni vent'anni, eppure, se si prova a guardare quella ruota che gira, tutto fila liscio: il cerchione è perfettamente concentrato, il copertone non si azzarda nemmeno a sfiorare un pattino, né tanto meno un parafango.
Quella non è una bici: è un atto d'amore.
E come ogni amore, è giusto che sia condiviso.

Lo sconosciuto, soddisfatto della sua opera, si avvicina a due ragazzi appena arrivati sulle proprie due ruote.
"Salve, posso lasciarvi il mio numero di telefono?
Raccatto frammenti di bici dal rusco e li riparo. E così riparo un po' anche me stesso.
Inoltre a chi me lo chiede, sono sempre pronto a prestare arnesi e consigli.
Lei, ad esempio, è da molto che va sulla sua bici?
Se ci fa caso, manubrio e sellino sono ad un'altezza sbagliata: dovrebbe metterli in modo che la sua schiena si incurvi, altrimenti tutto il peso ricadrà sull'ultimo anello della colonna vertebrale. Invece la sua schiena dovrebbe fare un ponte, solo così il peso si equilibrierà.
È scienza. E la scienza non perdona.
Solo gli esseri umani sono discutibili: si confondono nei loro concetti di Bene e Male, di Politica e Calcio, di Guerra e Amore.
La ruota di una bicicletta, invece, va e basta, seguendo poche semplici regole.
Se li si conosce, tutto si può aggiustare.
Ma se li si ignora, non perdonano".
postato da: ufeec alle ore 16:07 | link | commenti
categorie: ritratti
martedì, 07 novembre 2006

Paghi la luce? No, il canone

È raro che una persona - nelle aule, come nei teatri, come al cinema - si metta a sedere in prima fila di sua spontanea volontà, perché dalla prima fila è più difficile andare via: copri la visuale a chi ti sta dietro e, se c'è, disturbi chi è sul palco.

Percui mettetevi in testa una cosa: dal proprio posto in prima fila è difficilissimo andare via.
Ecco com'è nato il vecchio slogan della RAI.

Ero un po' tranquillo perché finalmente hanno smesso di chiedermi il canone televisivo (cosa che ho contestato in passato),
Quando ecco la genialata: la RAI chiede al governo che il canone sia inserito nella bolletta dell'ENEL.
Già, perché se hai una casa allora sicuramente hai anche una TV...

Piccola comunicazione per i funzionari della RAI (ma d'altra parte siamo in buona compagnia...): la televisione non è un bene indispensabile. Per tanto vorrei pagarne il servizio solo se ne usufruisco.

Mi sfugge perché il pagamento del canone non sia legato all'acquisto di un televisore e perché l'evasione (che sicuramente c'è) per la RAI sia più difficile da combattere rispetto a una Telecom o a un'azienda del gas...

Concludo con un piccolo prontuario per fare a meno della televisione:
  • Sostituire i telegiornali con Ansa e Peacereporter.
  • Sostituire il cazzeggio televisivo con YouTube.
  • Sostituire le serie televisive con la vita reale
  • Sostituire i programmi culturali con Wikipedia e/o con un libro.
  • Sostituire i (pochi) film trasmessi in TV con cinema e DVD.
È così difficile?
postato da: ufeec alle ore 17:30 | link | commenti (4)
categorie: appelli e iniziative
lunedì, 23 ottobre 2006

Artisti controversi

Questa
è
una bella
poesia
postato da: ufeec alle ore 21:38 | link | commenti (5)
categorie: piochi di garole